Curiosità e simboli in Marocco!

 

Bandiera e Inno: La bandiera del Marocco è di colore rosso e si caratterizza per la presenza di una stella (pentagramma) verde (colore dell’Islam, la principale religione del Paese)  al centro. La stella è simbolo di saggezza, pace, salute e la vita e fu “imposta” dal Maresciallo Hubert Lyautey nel 1915. Fino ad all’ora, il vessillo marocchino era ornato da una stella a 6 punte,  denominata Sigillo di Salomone.


L’Inno del Marocco è "Hymne Cherifien" e fu scritto nel 1956 da Ali Sqalli Husayni, su musica di Léo Morgan.


Capo di Stato: Secondo la costituzione promulgata da Hassan II nel dicembre 1962, il Marocco è uno stato sovrano retto da una monarchia costituzionale, sociale e democratica. L’attuale capo di stato è Mohammed VI (monarca dal 1999), discendente della dinastia alaouita, originaria del sud del Marocco, avente un'origine sceriffale (cioè  una discendenza diretta dal Profeta).


Il sovrano è  considerato non solo il capo politico del Paese, ma anche il capo religioso ("difensore della fede" e "comandante dei credenti"), ed il capo delle forze armate.


Ksar e Kasbah: sono elementi tipici dell’architettura berbera. il  ksar (il termine deriva dall’araba qasr - "castello" , ovvero "villaggio fortificato" -) è il villaggio fortificato formato da una area quadrata (o rettangolare) cinta da mura. Il cuore del ksar, che generalmente sorge in zone collinare,  è composto da abitazioni e granai.


La kasbah (o Qasba, dall'arabo qa‛aba, "cittadella", "rocca") è una struttura tipicamente urbana molto simile al ksar, tipica del Marocco meridionale. Anch’essa è caratterizzata da  torri e mura merlate.


Riad: i Riad (termine che in lingua arabao significa "giardino") erano le antiche dimore padronali marocchine che si sviluppano tutte attorno ad un patio interno; difficilmente erano completati da balconi o finestre che davano sull’esterno.


La tipica struttura a riad e' presente in tutte le medine del Marocco, ma gli esempi più belli si possono ammirare a  Fes, Meknes e Marrakech, dove i riad assunsero l’aspetto di sontuosi e regali palazzi.


Souq: o suq, può essere considerato un corrispondente del bazar; indica il mercato organizzato in corporazioni ed è - insieme alla moschea e al Palazzo del potere - il terzo centro funzionale della città musulmana.

 

Per le sue caratteristiche e per la sua vivacità difficilmente si trovava in un’area centrale della città. Cuore del suq erano  le professioni e le arti più importanti e ricche, mentre per via degli odori e dei fumi, fuori dalle mura si trovavano i laboratori di ceramica e le concerie.


Thè verde alla menta: è la bevanda più amata dai marocchini ed accompagna praticamente ogni momento della loro giornata e della loro vita; sorseggiarlo con i propri cari è un  rituale irrinunciabile.


Per fare un buon thè non bastano un po’ d’acqua bollente, delle foglie di menta ed un cucchiaino di zucchero di canna…c’è un vero e proprio procedimento da seguire; innanzitutto è necessario scaldare la teiera (quelle locali sono spesso d’argento) e metteteci dentro le foglie di tè.

 

Poi, ci si versa sopra un pochino di acqua bollente e si fa roteare velocemente il tutto:; a questo punto si butta via l'acqua facendo attenzione a mantenere le foglie di tè nella teiera e si aggiunge  la menta (fresca) e lo zucchero. Solo a questo punto si versa l’acqua bollente e  si lascia in infusione per circa 5/8 minuti.


Mano di Fatima: nota come Khamsa è un caratteristico amuleto (costituito da una mano colorata con un occhio al centro) tipico della religione musulmana (ed anche ebraica) diffusissimo tra i marocchini che lo considerano un infallibile anti-malocchio.


Simbolo, per gli islamici,  di serietà e di auto controllo (nonché dei cinque pilastri dell'Islam), la  Khamsa ricorda la storia di Fatima, figlia del profeta Maometto, che mentre preparava la cena, avrebbe visto il  marito fare ritorno con una concubina; fuori di sé per la gelosia mise per errore messo la propria mano nell'acqua bollente, senza però provare dolore.


Fotografie: attenzione nelle zone di campagna! L’Islàm considera blasfemo riprodurre  le creature di Dio, siano esse umane o animali. Questo precetto, nel corso dei secoli, si è sensibilmente  ammorbidito, ma nelle aree rurali non è raro trovare qualcuno che ha mantenuto, in proposito, una posizione alquanto rigida. Prima di scattare delle foto, dunque, chiedete sempre il permesso agli interessati. Evitate di riprendere donne velate e fedeli in preghiera.


Sport:  i marocchini amano particolarmente lo sport. Gli atleti sono votati soprattutto per le discipline che richiedono una grandissima resistenza, ma se la cavano bene anche con il calcio: la nazionale di calcio marocchina ha vinto la Coppa delle Nazioni Africane 1976 e ha partecipato agli ottavi di finale dei Mondiali di calcio del 1986.

 

 

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