Storia del Marocco!

 

 

Originariamente abitato dai Berberi (popolo indigeno del Nord-Africa), con il passare dei secoli conobbe la dominazione  fenicia, cartaginese, romana, vandala, bizantina e infine  araba.


Nel 788, salì al potere la prima dinastia araba (gli Idrissidi di Idris I). Essa dominò fino al 917 (quando, dopo lunghi anni di lotte, riuscì a salire al potere la dinastia sciita dei Fatimidi)  contribuendo notevolmente alla diffusione dell’Islam.


I Fatimidi governarono gran parte dell'odierno Marocco, fino alla metà dell'XI secolo, quando furono spodestati dagli Almoravidi (guerrieri religiosi, che presero le rotte delle carovane del Sahara occidentale e tentarono la conquista delle terre settentrionali).


Seguirono poi le dinastie degli Almohadi (crearono un impero prospero in ogni campo e pacifico) , dei Merinidi (soprannominati i“grandi costruttori”), degli Wattasidi (dovettero far fronte ad una grave crisi economia e politica ed affrontare le prime incursioni portoghesi e spagnole), degli Sa‛ aditi  (guidarono la guerra santa contro i Portoghesi) e degli Alawiti (salita al potere intorno al 1660, è ancora oggi la dinastia regnante).


Dalla seconda metà del Settecento, il Marocco attirò l’attenzione delle maggiori potenze coloniali e conobbe le prime penetrazioni europee (in particolare Gran Bretagna  e Francia).


All'inizio del XX secolo, i francesi tentarono di contrastare l’egemonia spagnola in terra marocchina e anche grazie all’avvallo britannico riuscirono a raggiungere un accordo con gli iberici; i due paesi si spartiranno le aree d’influenza.  Questa soluzione però non piacque ai tedeschi e la loro opposizione contribuì, nell'estate del 1911, alla crisi di Agadir tra Francia e Germania; fortunatamente tutto si risolse per via diplomatica con il riconoscimento tedesco del protettorato francese sul Marocco ed alcune concessioni territoriali alla Germania in Congo.


Il 30 marzo 1912 con il trattato di Fez, il regno del Marocco divenne a tutti gli effetti una colonia francese (anche se la Spagna conservava il controllo diretto su alcune aeree del paese). Migliaia e migliaia di francesi si trasferirono in Marocco e costruirono nuove case ed infrastrutture, ma la nuova situazione non piacque ai marocchini che presto diedero vita ad una serie di sanguinose rivolte (tutte represse dalle autorità francesi). Proprio in seguito ad una sommossa del 1920 di alcune tribù del Rif nacque la Repubblica del Rif indipendente, sotto la guida del condottiero Abd el-Krim.


Nell’autunno del 1942, le truppe marocchine, al fianco degli alleati, parteciparono alle campagne in Italia, Francia e Germania. Nel 1944 fu fondato il partito nazionalista Istiqlal (che si batteva apertamente all'indipendenza del paese dalla Francia), che grazie anche all’intervento diplomatico di agli Stati Uniti e Gran Bretagna,  ottenne nel 1956 il graduale riconoscimento franco-spagnolo dell'indipendenza del Marocco.

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